martedì 6 marzo 2012

Tutti i colori di "The Green Closet” - Prima parte


Non sappiamo ancora se le Olimpiadi di Londra saranno effettivamente sostenibili ed eco-friendly, certo è che il loro claim “GREEN IS GREAT Britain – The world’s first truly sustainable Olympics and Paralympics” è un messaggio forte e ma soprattutto chiaro: il Governo Britannico ha deciso di mettere in campo tutte le leve del marketing per implementare soluzioni di sviluppo sostenibile e a basso impatto ambientale.
A dimostrazione del fatto che per il Giubileo di Diamante della Regina non hanno voluto tralasciare il più piccolo dettaglio, non mi sono sorpresa quando all’entrata del Touch!_neoZone_cloudine durante la Milan Fashion Week, un accogliente e gigante prato verde mi ha dato il welcome a “The Green Closet”.
A dispetto della stagione presentata, ovvero la F/W 12-13, mi sono ritrovata immersa in un uno splendido arcobaleno di colori: un percorso all’interno di un guardaroba “ecologico”, composto da brand Made in UK selezionati da Marina Iremonger (Responsabile Moda&Design del Consolato Britannico) sulla base dei loro contenuti ecologici, della qualità e del design.

In questa prima parte de “Tutti i colori di The Green Closet” non posso non parlare di due brand che hanno fatto la storia del punk-rock e dello street style: Vivienne Westowood e Dr. Martens.

Paladina della moda etica e sostenibile, stilista icona dello stile British Viviene Westwood (che ci aveva già dato un forte segnale di sensibilità ambientale facendo sfilare modelli con le bottiglie SIGG, mio post qui) ha presentato la sua quarta collezione Handmade with Love in Nairobi, iniziativa dell’Ethical Fashion Africa Programme, progetto che ha l’obiettivo di promuovere un'economia sostenibile,  trasferendo risorse e skill ad alcune delle popolazioni più povere del mondo.


La collezione è composta da borse, buste e altri accessori, fatte da donne artigiane che fanno uso di elementi riciclati, per esempio fili elettrici, sacchi di alluminio e plastica, ritagli di materiali vari e tende da safari destinate al  macero, che grazie alle loro sapenti doti artigianali, confezionare, ricamare, serigrafare sono processi eseguiti a mano per valorizzare le abilità delle donne in diverse zone del Kenia. (ps. La collezione è in vendita nei flagship Vivienne Westwood e su Yoox.com sezione Yooxygen)






Passando dall’Africa alla valorizzazione dell’artigianalità e uso delle risorse locali, il concetto non cambia se ritorniamo in UK: mia sorella ne ha una vera e propria collezione (ultimo paio acquistato poche settimane fa ndr), io li usavo quando andavo alle superiori e mi hanno accompagnato durante i lunghi inverni montanari, sentimenti contrastanti per boots che negli ultimi cinquant’anni non sono cambiati, semplici, versatili e trendy allo stesso tempo. A The Green Closet ho scoperto la linea Dr. Martens Made in England, collezione che viene realizzata nello stabilimento di Cobbs Lane, Wollaston, Inghilterra, dove producono calzature per la famiglia Griggs dal 1901. È questo il luogo di nascita delle Dr. Martens originali: i boots si sono trasformati in prodotti eco grazie all’uso della lana pesante come il famoso Harris Tweed, tessuto a mano in quantità limitata da un piccolo gruppo di artigiani sull’Isola di Harris, è un materiale antistrappo, caldo e originale, che conferisce ai Dr. Martens un aspetto decisamente English Style, piacevole e senza tempo.

Ecco qui solo per voi una piccola anteprima...






2 commenti:

  1. Mi piace attitudine 'green' di Vivienne Westvood e tutte le sue collaborazioni sostenibili...penso sia giusto da parte loro che hanno così tanto riscontro impegnarsi per l'ambiente...un pò come Stella Mccartney, anche se ti confesso che i prezzi mi sembrano tutt'altro che sostenibili.
    baci ❤ mari
    http://ilovegreeninspiration.com

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  2. Ciao Mari!! Grazie per il commento! Speriamo che qs big brand si impegnino sul serio a fare qualcosa di concreto e sostenibile :)! Baciii

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